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buttato dentro il 12 Ottobre 2007 |
alle ore 19:24 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie aosta, demenza giovanile, politica, psico |
parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio 1968, aosta, azione giovani, bella ciao, destra, goffredo mameli, istruzione, rifondazione comunista, sciopero, scuola, sinistra, valle d'aosta |
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Oggi manifestazione studentesca. «Non siamo contro gli esami di riparazione», ma sono apparsi puntualmente cartelli “No agli esami“.
Il punto non è questo. Il punto è il mio disgusto, ma per altro: ai miei tempi si manifestava tutti uniti, non c’era bandiere e colori. Non c’era politica, se non quella “Studenti vs. Resto del Mondo”. Sapevo bene che la Valle d’Aosta, in questo, rappresentava l’eccezione. Fuori Valle, dal ’68 in avanti, e forse anche prima, gli scontri destra-sinistra sono la marmellata sul pane della protesta, quel di più che fa colore e dà gusto e che, se non ci fosse, farebbe strano a tutti.
Qui, nell’isola felice di Regionelandia, gli studenti erano studenti. E basta. Qualche leader politico sfilava con loro, ma soltanto quelli, di qualunque colore essi fossero, che condividevano o avevano ispirato la protesta.
Oggi, invece, hanno sfilato in due cortei distinti e antagonisti. Con canzoni che dovrebbero essere condivise e che invece diventano inni di parte (Il canto degli italiani di Mameli da una parte, Bella ciao dall’altra). Con bandiere che dovrebbero essere condivise e che invece diventano inni di parte (il tricolore e la bandiera della pace). Con leader politici che dovrebbero condividere con gli studenti le motivazioni della “lotta” e che invece incitano alla contrapposizione (Azione Giovani e meno giovani da una parte, Rifondazione e i suoi satelliti dall’altra).
Uno spettacolo penoso, incivile, indegno. Il peggio di quanto potesse succedere fuori dalla “Dzenta valaye”.
E così tutti hanno parlato delle polemiche successive e della “protesta degli studenti contro gli esami di riparazione” e non delle altre motivazioni: forse perché non esistevano…
Nelle immagini: a destra la destra, a sinistra la sinistra. E dove se no…
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buttato dentro il 19 Settembre 2007 |
alle ore 14:14 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie aosta, psico, storie di vita vissuta |
parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio aosta, bmw, coca cola, hamburger, incidente, mcdonald's, mcdrive, ronald mcdonald |
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L’altra sera ero al McDrive, il take away automobilistico di McDonald’s, a metà tra un “Drive in” della ciccia e un pit-stop dello stomaco.
La coda per hamburger e patatine e cocacola annacquata era lunga: complice l’ora tarda, il buio ormai tagliente e la mia mente stramba, attorniato sulla mia Punto da una Bmw (davanti) e da una Bmw (dietro), mi è venuto da pensare a come ci si comporta in caso di incidente al McDrive. Niente di eccezionale, anche solo un mini tamponamento, una graffiatina alla carrozzeria. Tantopiù che la rampa di accesso al McDonald’s di Aosta (sì, il Mac di Aosta, non uno dei Mac di Aosta… ce n’è solo uno in tutta la Valle) è stretta, d’acciaio, tortuosa e, a vederla, instabile.
Ho immaginato scene di delirio nel compilare la constatazione amichevole, tra una sgranocchiata ad una patatina o ad un McNugget, che sennò si freddano. Ho immaginato le carte (assorbenti) bollate in caso di colpa o negligenza del signor Ronald McDonald, lui e la sua schiera di avvocati con le scarpe di dieci numeri in più.
Poi ho pensato che nulla di tutto questo sarebbe reale: il McDonald’s è un mondo immaginario, dove tutti si resta piccini (anche io che quasi non mangio carne e vivo di cibi sani cedo al fascino delle schifezzuole d’oltreoceano), dove tutto è bontà, perfezione e puntualità, dove gli incidenti non sono immaginabili.
E soprattutto si è su suolo privato, dove il codice della strada non vige…
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buttato dentro il 9 Settembre 2007 |
alle ore 21:47 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie aosta, storie di vita vissuta |
parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio aosta, artisti di strada, gabry corbo |
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Il mondo degli artisti di strada è piccolo, come tutti i mondi. Gli artisti, ognuno dei quali tira fuori il meglio di sé ed è spesso un “meglio” migliore di quello di tante persone che fanno “carriera” nel mondo dello spettacolo, si conoscono quasi tutti. Scherzano, ridono, si invidiano, si danno consigli. Tra loro nascono amori, amicizie, odi. Proprio come le persone normali. Dietro alla maschera della strada si nascondono persone speciali, ma che senza maschera sembrano normali.
Sembrano, perché non lo sono. La vita sulla strada è difficile, spesso le qualità espresse sono sottovalutate per il solo fatto di esprimerle gratuitamente e in uno spazio non convenzionale.
E, fino a ieri, anch’io ero il primo a sottovalutarle…
Nell’immagine ©AM, la miticissima Gabry Corbo
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buttato dentro il 27 Agosto 2007 |
alle ore 20:21 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie aosta, storie di vita vissuta |
parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio aosta |
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… “ma non ha visto che andavo indietro?!?“
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buttato dentro il 21 Luglio 2007 |
alle ore 20:32 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie aosta, musica, stra-cult |
parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio aosta, biella, daniele silvestri, federico moccia, finley, giovanni allevi, giovanni paolo ii, giuliano palma, ivrea, john lennon, libra festival, modena city ramblers, musica, novara, paolo conte, paolo rossi, rock, simone cristicchi, sordevolo, tre allegri ragazzi morti, verdena |
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In mezzo al prato indovina cosa c’era… In mezzo al prato indovina cosa c’era…
L’ennesimo concerto in un posto impensabile, per gli standard canonici. Da restare a bocca aperta, per chi non ha mai visto l'”anfiteatro Giovanni Paolo II” di Sordevolo. Perché un festival musicale così piacevole e con artisti di richiamo finisca in provincia di Biella, non si sa. Non che abbia qualcosa contro Biella, anzi. Ma se pensiamo al deserto culturale di Novara, Ivrea, Aosta, Biella spicca in positivo per la capacità di attrarre, di organizzare, di offrire anche ai “vicini di casa” dei concerti sostanziosi.
L’altra sera c’erano i Verdena, altri che hanno avuto la sfiga e la fortuna di nascere in Italia, un nome una garanzia. Bel concerto, tirato, rock.
Ma appunto, la caratterizzazione lascia basiti: un qualsiasi posto di prima collina, senza nessuna differenza da altri millemila posti di prima collina, con un mega anfiteatro all’aperto, un palco degno di un festival oceanico, un angolo con bar “open air” da far invidia a qualsiasi località turistica… A Sordevolo. A Biella. In una zona in crisi industriale. In una zona senza i soldi dell’Autonomie. Continua…
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buttato dentro il 12 Febbraio 2007 |
alle ore 14:02 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie aosta, politica, sport |
parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio aosta, bicicletta, febbraio, milano, mobilita, piero ferrari, piero minuzzo, pioggia, san babila, sindaco, torino, trasporto pubblico, valle d'aosta, via roma |
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Giornata di pioggia nella ridente Vallée.
Cosa rara, in febbraio. E cosa ancor più rara dopo mesi di scarse precipitazioni.
È il momento giusto per smontare punto per punto il piano di mobilità ideato dal Comune capoluogo.
Ma non è necessario, basta una constatazione perché il castello di carte crolli. La pioggia.
Orbene, a mezzi pubblici estremamente inefficienti (anche a causa della conformazione urbanistica della città), il consiglio degli amministratori cittadini è stato “lasciate l’auto a casa, o aostani, e muovetevi in bicicletta o a piedi” e “lasciate l’auto nei parcheggi fuori città e venite in centro a piedi in dieci minuti“.
Bene, Piero Ferraris, Piero Minuzzo ed io ci muoviamo sempre in bicicletta, ma con la pioggia non si può. E se piove, che facciamo? I primi due hanno redditi mensili “a sette zeri”, detto in lire, ma io no…
A piedi spostarsi è possibile, ma basta aver necessità di praticare un itinerario più lungo per andare in un ufficio periferico perché diventi impossibile.
In auto? Sconsigliabile: in centro i parcheggi sono rari e carissimi (anche 1,50 euro l’ora, come a Milano in San Babila o a Torino in via Roma) e perché farsi venire un fegato come una zampogna nel traffico? Anche volendo lasciare l’auto in una zona “free”, occorre farsi 8-10 minuti a piedi sotto l’acqua.
Con i mezi pubblici? Per carità, noi aostani saremo dei buontemponi, ma non vogliamo metterci tre quarti d’ora a fare 3 chilometri…
L’alternativa non esiste. A meno di avere un parcheggio riservato sotto il palazzo municipale, a due rampe di scale dal proprio ufficio… e decidere la mobilità e l’urbanistica per tutti…
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buttato dentro il 25 Gennaio 2007 |
alle ore 20:19 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie aosta, politica |
parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio agricoltura, allevamento, ambientalismo, anni '80, aosta, bataille des reines, buoni benzina, croix noire, ospedale, prati, saint-christophe, tradizione, unione europea |
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Il Comune di Saint-Christophe, alle porte di Aosta, ha approvato la costruzione di un’arena per la battaglia delle mucche. 700.000 euro per creare degli spalti e farci combattere dentro delle bovine. Iniziativa strana già di per sé, con tutti gli stadi che ci sono in zona, lo è ancora di più se si pensa che questa “arena” sorgerà a poche centinaia di metri dall’Arena della Croix Noire, altra cattedrale nel deserto aostano, sorta negli anni ’80 per ospitare le batailles des reines e utilizzata 4-5 volte l’anno.
Ma, mi chiedo, siamo noi valdostani ad odiare così tanto i prati da volerci costruire a tutti i costi qualcosa?
Siamo noi valdostani che sprechiamo così tanti soldi per opere futili e mastodontiche?
Siamo solo noi valdostani che abbiamo il buon tempo di lamentarci per i buoni benzina che l’UE vorrebbe toglierci e invece di spendere soldi per opere utili (palazzetto dello sport, auditorium, fiera, ospedale) li immobilizziamo in opere da usare solo “nelle feste”?
Non metto in dubbio lo spettacolo, la passione, la tradizione. Ma porca vacca, chi sentiva il bisogno di spendere quasi un milione di euro per una brutta copia di una struttura che c’è già?
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buttato dentro il 6 Gennaio 2007 |
alle ore 13:52 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie aosta, sport, stra-cult |
parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio adidas, aosta, befana, gas, londra, occidente, palaindoor, perrier, salto con l'asta, vitaly petrov, yelena isinbayeva |
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Ad Aosta è arrivata la befana. E che befana!!!
Yelena Isinbayeva sorride. «Posso farti una foto» e sfodera il suo sorriso a 32 denti. Si sistema i capelli.
«Magari una con Vitaly» e sfodera il suo sorriso a 32 denti. Sa di essere bella.
«Ancora una da sola»… È definitivamente bella.
Poco prima, Yelena aveva terminato di zampettare in giro per il “palaindoor” di Aosta, le ghette rosa a fasciare le caviglie, unico capo “non Adidas” su un completo tecnico firmato dallo sponsor per cui ha appena girato un nuovo spot. Il suo sogno è recitare, a fine carriera, dopo Londra 2012.
Vitaly Petrov, il Vitaly di qualche riga sopra, suo allenatore da due anni e preparatore dei migliori astisti mondiali, le sta facendo eseguire, in questo primo giorno di ritiro italiano, una serie di esercizi specifici per la forza, la coordinazione e l’agilità. L’obiettivo è quello di portare la rincorsa, fase cruciale al pari del valicamento dell’asticella, da quattordici a sedici passi, perché le lunghe leve di Yelena le permettano di arrivare a quei 5 metri e 20 che secondo Petrov può raggiungere perché «ha nelle gambe». Continua…
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buttato dentro il 29 Dicembre 2006 |
alle ore 20:29 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie aosta, cultura, recensioni |
parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio alpinismo, aosta, cima longhede, enciclopedia, libri da non leggere, mont chetif, natale, oriana pecchio, piazza chanoux, pietro giglio, zanichelli |
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Inauguro la rubrica “Libri da non leggere”, dopo i molti consigli letterari dei mesi passati, con un libro enciclopedico che mi ha completamente deluso, nonostante la qualità degli autori e dell’editore lasciassero credere in un’iniziativa lodevole. Si tratta dell'”Enciclopedia della Valle d’Aosta”. Titolo inadatto. Si fosse chiamato “Enciclopedia dell’alpinismo valdostano” sarebbe stato più sincero.
Per apparire infatti nell’elenco alfabetico, seconda parte del volume, occorre essere titolari di un’ascesa mitica, di un’impresa titanica in montagna… della scalata dell’albero di Natale di piazza Chanoux ad Aosta.
La parola “alpinista” appare nella descrizione didascalica di gran parte delle persone inserite, nella maggior parte dei casi fuori luogo, togliendo spazio a chi ha fatto davvero la storia della Regione, storicamente e politicamente. Figure importanti della lotta partigiana, dell’amministrazione pubblica, della cultura, dello sport sono completamente assenti, per altre testimonia la loro esistenza soltanto un trafiletto. Chi ha contribuito alla nascita della Regione, alla sua autonomia, ha meno spazio di un qualche alpinista ottocentesco che ha aperto una via sul Mont Chétif o sulla cima Longhede. Per non parlare poi della marea di imprecisioni geografiche, che da amanti e conoscitori della regione non ci si aspetterebbe.
Insomma, tenetevi in tasca una trentina di euro e andate a farvi una passeggiata in montagna: se aprirete una nuova via alpinistica avrete sicuramente spazio nella nuova edizione del libro. Altro che fare la muffa in qualche ufficio del potere o acculturarsi, leggendo e scrivendo testi attendibili… Continua…
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buttato dentro il 19 Ottobre 2006 |
alle ore 10:05 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie aosta, politica |
parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio aosta, azienda pubblici servizi, italia, parcheggio, trasporto pubblico |
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Una vigliaccata di queste proporzioni non si era mai vista. Brandendo il manganello del potere, il Comune di Aosta ha rivoluzionato le tariffe di sosta nelle zone blu della città, dando ascolto pieno ai deliri dell’APS (presto SpA?), società che gestisce il servizio. In pratica, non si potrà più sostare gratuitamente in nessun parcheggio cittadino, se non in quelli più esterni e malserviti dai mezzi pubblici. In pratica, parcheggiare in centro costerà di più che in qualunque altra città del Nord Italia. In pratica, non si potrà più parcheggiare gratuitamente nemmeno il sabato, giorno normalmente in cui i parcheggi cittadini rimangono semivuoti (pochi lavoratori pendolari) e il commercio cittadino ha il suo apice settimanale. Aspetto con fiducia una protesta a gran voce dei commercianti, che questa volta avranno piena ragione. Il Comune di Aosta giustifica queste manovre con nobili motivi, ma nella realtà la volontà di fare cassa è l’unico obiettivo che ha mosso i nostri lungimiranti amministratori.
Che schifo…
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