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buttato dentro il 7 Settembre 2006 |
alle ore 18:22 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie aosta, economia, turismo |
parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio alpi, alta savoia, aosta, artigianato, dolomiti, fiera di sant'orso, jura, locali notturni, polizia, sagre, turismo, valle d'aosta |
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Il proverbio parla di “fare i conti” e dell'”oste”. Nel caso in questione, sarebbe meglio ribaltarlo. L’oste fa i conti senza i clienti. Crede che il “cliente” sia un’entità astratta e non determinabile. Crede che la “risorsa cliente” sia fungibile e indeterminabile a priori.
Niente di più sbagliato. La clientela moderna è, più o meno facilmente, catalogabile, sondabile, rilevabile, conoscibile. Il punto è che nessuna delle piccole o medie imprese lo sa fare o lo fa. Tanto meno in campo turistico.
Propongo ai miei rari lettori una serie di sconsoltanti esempi estivi. Si riferiscono tutti a casi valdostani, non tanto perché il problema sia solo locale, quanto perché le mie conoscenze più profonde non si spingono altrove. Potrei parlare di iniziative riuscite o malriuscite delle Alpi lombarde o delle Dolomiti, o dei successi o dei flop del Jura o dell’Alta Savoia. Ma non ho dati alla mano e conoscenze dirette, quindi avrebbe poco senso farlo. Credo invece, in modo magari presuntuoso, di conoscere la Valle d’Aosta in molti dei suoi aspetti più caratteristici e in gran parte delle sue storture, tipiche soltanto di questa “regione alpina unica al centro delle Alpi”. Inizio l’analisi con casi a me vicini, lavorando poi per induzione. Continua…
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buttato dentro il 23 Agosto 2006 |
alle ore 9:40 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie aosta, politica |
parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio alberto cerise, alder tonino, ambientalismo, aosta, charvensod, cogne acciai speciali, comboe, democratici di sinistra, democrazia cristiana, ennio subet, etroubles, guido grimod, legambiente, palazzetto dello sport, partito comunista, partito liberale, trasporto pubblico, union valdotaine, valle d'aosta, vittorio sgarbi |
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Ennio Subet, sindaco di Charvensod. Alberto Cerise, assessore regionale ai lavori pubblici. Guido Grimod, sindaco di Aosta.
Sono soltanto tre delle persone che negli ultimi tempi stanno confondendo il “buon senso” con l'”attacco personale”, il “parere personale” con l'”opposizione politica”. Finiti i tempi in cui l’opinione di un partito “nazionale”, fosse la DC, il PCI o i liberali, veniva tacciata come “anti-valdostana” ancora prima di essere sentita, oggi il nuovo spettro è il complotto. Continua…
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buttato dentro il 8 Luglio 2006 |
alle ore 21:01 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie aosta |
parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio aosta, giovanni falbo, milano, valtournenche |
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Giovanni Falbo era un ragazzo ventenne di Aosta. Ci ha lasciati giovedì, folgorato da un cavo dell’alta tensione mentre con un carrello elevatore stava tagliando alcuni alberi, in Valtournenche. Non lo conoscevo, ma in pochi giorni ho imparato a conoscerlo. Continua…
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buttato dentro il 5 Giugno 2006 |
alle ore 11:07 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie aosta, politica |
parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio alain ellkan, antonio mannello, aosta, federico borluzzi, figli, la stampa, lapo ellkan |
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Un “violento” botta e risposta sulle colonne della “Stampa” sezione valdostana tra un giornalista RAI autore di un saggio sul federalismo in Valle d’Aosta e un esponente di un partito di estrema destra assurge agli onori della cronaca. Non entrando nel merito della vicenda per correttezza (non avrebbe nemmeno dovuto farlo Borluzzi, l’esponente del partito di destra succitato), perché non sono a conoscenza del libro , né nel suo complesso, né nei temi generali trattati. L’unica riflessione che mi viene alla mente, è l’estrema tristezza del solito discorso “tal dei tali è figlio del boss” (del partito, in questo caso) e “non sono pensieri suoi, ma diktat dall’alto”.
Fosse anche vero (e nella fattispecie, potrebbe esserlo), a che pro sottolinearlo nella discussione? I “figli di…” sono o non sono essere senzienti? Se esprimono un parere, ne sono responsabili, non ne è responsabile il padre famoso o la madre starlette.
Sarebbe come dare la colpa ad Alain Ellkan delle vaccate fatte da Lapo.
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buttato dentro il 29 Aprile 2006 |
alle ore 20:25 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie aosta, giornalismo, storie di vita vissuta |
parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio aosta, beppe grillo, old distillery pub, polizia |
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Ieri sera all’Old Distillery Pub di Aosta gli avventori seduti ai tavoli nel dehors si accorgono che qualcosa di strano sta accadendo. Da alcuni minuti un’Alfa nera è parcheggiata pochi metri fuori il locale. Tre loschi tipi, evidentemente “sbirri”, si aggirano nella zona. Si vede lontano un miglio che sono “piedipiatti”, e non per il camminare. Pochi minuti dopo, il delirio. 6 pattuglie della Polizia di Stato (come direbbe Beppe Grillo, nostri dipendenti) ci allietano e ci intrattengono ritirandoci i documenti e facendoci aspettare per un’ora e un quarto. Il geniale siparietto delle auto che fanno retromarcia sfiorandosi, con i “pulotti” con la lancia in resta senza aver trovato niente di niente di irregolare concludono l’allegra serata.
Chissà cosa stessero cercando. Chissà perché proprio in una sera che chiamare tranquilla è dire poco la Polizia non aveva di meglio da fare che venire ad animarci e rianimarci.
Nessuno ha spiegato niente. Non un organo di informazione si è accorto del fatto. Io un evento così lo avrei segnato sul calendario: sarebbe stato capace di attirare turisti da tutto il mondo, sarebbe stato un avvenimento di cui i nostri nipoti avrebbero parlato con orgoglio.
E invece, lo potremo fare soltanto noi 30-35 clienti dell’Old Distillery.
Tiè!
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buttato dentro il 11 Aprile 2006 |
alle ore 12:19 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie aosta, politica |
parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio aosta, augusto rollandin, guido grimod, referendum, sindaco |
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Guido Grimod, sindaco di Aosta, dopo la sconfitta elettorale della sua lista, ci illumina: “Si è trattato di un referendum pro o contro Augusto Rollandin. Una cosa assurda, come se si potessero addossare tutte a Rollandin le responsabilità di errori. Ripeto, assurdo”. Viva la sincerità! Non è mai troppo tardi per ammettere i propri errori.
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buttato dentro il 3 Aprile 2006 |
alle ore 16:35 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie aosta, economia, politica |
parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio aosta, arco d'augusto, consolata, mobilita, pontboset, trasporto pubblico |
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Il Comune di Aosta fa di tutto perché la gente non ci parcheggi.
Aosta, zona nord. Salita della Consolata. Zona agricola dismessa e incolta. Aosta è città che ha bisogno di parcheggi e di aria pulita.
Ecco quali erano le nobili intenzioni dei nostri abili amministratori: creare un parcheggio coperto a due passi dal centro, dove far parcheggiare chi intasa il centro con le proprie macchine quando va a lavorare negli uffici cittadini; creare un parcheggio per i pullman turistici, che non dovranno più arrivare all’Arco d’Augusto (monumento più rappresentativo della città) e lì sostare per tutta la giornata, creando ingorghi e inquinamento. Continua…
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buttato dentro il 12 Agosto 2005 |
alle ore 11:22 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie aosta, politica |
parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio aosta, raccolta rifiuti porta a porta, rifiuti |
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Due mesi fa, mi occupavo dei nuovi cassonetti della spazzatura. Con tempi biblici da Pubblica Amministrazione, promettevo “a breve” di pubblicare una foto dei cassonetti incriminati. Contavo di farlo quando li avrebbero portati nella mia zona, ma non è ancora successo.
Cittadini di serie B? Il Comune dice di no, siamo cittadini di serie A perché sperimenteremo il “porta a porta” e i cassonetti per strada non li vedrà più nessuno.
Sarà.
Speriamo almeno che i cassonetti che porteranno a noi, da tenere nella proprietà privata e da esporre in strada solo nei giorni di raccolta, siano più facili da chiudere di quelli attualmente sparsi per la città.
Ecco uno dei bidoni incriminati:
Continua…
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buttato dentro il 13 Luglio 2005 |
alle ore 12:28 |
da Alessandro Mano |
nelle categorie sport, storie di vita vissuta |
parlando di gioiosi argomenti quali ad esempio aosta, bourg-saint-maurice, ciclismo, dario frigo, discovery channel, elicottero, erik dekker, grande boucle, jorg jaschke, la gazzetta dello sport, la perriere, la rosiere, la thuile, lance armstrong, laurent brochard, maglia verde, mauro facci, monte bianco, mountain bike, moutiers, oscar pereiro sio, piccolo san bernardo, pietro caucchioli, pre-saint-didier, salins-les-thermes, tarantaise, tour de france, valdigne, valle d'aosta |
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Dalla Vallée alla Tarantaise
E anche quest’anno, con decisione maturata già dalle prime avvisaglie di una tappa savoiarda, “vicino” a casa, e poi confermata dalla presentazione della Grande Boucle a novembre, siamo stati sulle strade della corsa francese.
Questa volta, finalmente, per pedalarci, oltre a vedere (per pochi secondi) i mostri del vélo.
Mon ami Matteo prende il largo direttamente da Aosta in sella, di buon mattino.
Io parto in “ammiraglia” qualche ora dopo. Nella Valdigne, dove svetta maestoso il Monte Bianco, i ciclisti sono numerosissimi. Come nel più antico cliché del ciclista, un pedalatore si volta per guardare una pulzella alla fermata dell’autobus e, tagliando la propria corsia, ci manca poco che finisca sotto le mie ruote… A Pré-Saint-Didier la cosa di fa seria.
Vecchietti con “muntan baic” da supermercato affrontano il mitico (e facile) colle, una comitiva di tedeschi che gira l’Europa dei grandi colli non poteva farsi mancare il PSB.
L’ammiraglia fa sosta a La Thuile, per comprare la rosea (mai soldi furono più gettati alle ortiche: l’unica cosa per cui ci serviva, i dorsali dei corridori, non c’erano…) Poi, sorpassando una buona cinquantina di “colleghi” raggiungo anche Matteo, che si intrattiene, in un mix di italiano, tedesco, francese e inglese, con un gigante tedesco che va persino più forte di lui. Il Colle è ormai vicino, e dopo una “sosta tecnica”, iniziamo la discesa verso Bourg-Saint-Maurice.
La discesa è una di quelle toste. Bisogna pedalare e rilanciare in continuazione per fare velocità e la regolarità dei tornanti, dopo La Rosière, è impressionante. Mai uno strappetto, mai un restringimento: solo il paesaggio attorno si fa meno eroico e l’alta montagna lascia spazio a boschi, pascoli e finalmente alla cittadina di Bourg. Nella quale il Tour farà uno “sprint bonification” per la maglia verde su un simpatico strappetto che attraversa il centro della città.
Matteo trova il treno giusto e, restando attaccato a fatica in pianura ma staccando i due colossi che lo accompagnano in salita, giunge a Moutiers senza danni apparenti.
L’incontro con Radja
Dovevamo vederci a Moutiers, ci siamo poi visti a Salins-les-Thermes… poco importa. Sta di fatto però che abbiamo vagato come anime in pena perché non sapevamo dove incontrarci… Radja e la sua amica Anna sono [CUT] e [CUT] purtroppo [CUT] mi ha detto [CUT] il numero di cellulare [CUT]*. Mi ha fatto piacere incontrarle.
La salita
Da Moutiers, la strada inizia leggerissimamente a salire. Dopo Salins-les-Thermes, inizia un falsopiano intervallato da due discese, poi la salita si fa più decisa. A La Perrière la salita si fa più decisa, sempre regolare e mai con pendenze degne di nota. Poco dopo, un gendarme a braccia incrociate ferma tutti i ciclisti che tentano di salire. Non ci resta che appiedarci, spingere, e camminando come meglio ci riesce, girare l’angolo e risalire in sella. Ma, dopo 200-250 metri un altro gendarme, e un altro ancora. Così, appena fuori dal paese, ci fermiamo con disappunto (io) e un po’ di sollievo (Matteo, 20 chilometri di salita sotto il sole dopo averne già fatti 120 non sarebbero il massimo).
La carovana ci decapita più volte, lanciando oggetti ad altezza uomo.
Rischio di perdere un occhio, Matteo rischia di perdere altre zone del corpo più intime. Alla fine anche questo pericolo è scampato. Un po’ di paccottiglia di aziende francesi sconosciute la porteremo a casa anche quest’anno…
I pro’
Auto “la course est à cinq minutes”. Auto. Auto. Moto. Moto. Moto. Auto. Gendarmeria. Auto. Auto. Moto. Fotografi. Ammiraglie. Moto. Avanti così per una buona mezz’ora, alla faccia dei cinque minuti. Tutte queste moine della corsa che sta arrivando servono solo per impedire al pubblico di pisciare senza problemi, perché la corsa potrebbe arrivare da un momento all’altro…
Quando si avvicinano gli elicotteri capiamo che forse è davvero la volta buona. Tra una selva di moto e auto al seguito passano Pereiro e Jaschke, che quasi mi travolge. Poi Brochard, staccato e al gancio. Un simpatico elicottero a bassissima quota spazza la strada e tutte le cianfrusaglie della carovana. È un vero pericolo per i corridori… Bah…
Poi passano sgranati altri membri della fuga iniziale, poco dopo a doppia velocità i Discovery che tirano il gruppo.
Poi gli staccati, tra i primi si riconoscono Caucchioli, tra gli ultimi Frigo.
Mauro Facci sale con evidente fatica.
Gli scatto una foto, mi guarda, mi dice: “Ehy, quanto manca?”
Io: “20 chilometri”
Facci: (sonoro) “PORCA TROIA!!”
Poi Dekker, che anticipa di pochi secondi il gruppettò, aperto sulla strada e a cui del distacco non può fregar di meno.
Morale della favola
È andata anche quest’anno. Poteva decisamente andare meglio se fossimo riusciti ad incontrare le ragazze un po’ prima e fare la salita finale in tranquillità, senza che nessuno ci fermasse. Dopotutto è stata una bella giornata. È il nostro 4° Tour consecutivo vinto, altro che Lance…
* la ragazza è molto riservata. Parlare di lei in rete è vietatissimo
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